Alla sinistra delle strutture dell’anfiteatro (rilevanti resti del quale si conservano soprattutto dalla parte del viale Castrense), sulla piazza omonima, si staglia la basilica di S. Croce in Gerusalemme. L’edificio sacro deve il suo nome alla presenza, al suo interno, di alcuni frammenti della Croce di Cristo che Elena, madre dell’imperatore Costantino, aveva portato a Roma al suo ritorno da Gerusalemme nel 326. L’edificio sacro, fondato nel IV secolo venne radicalmente trasformato nel Settecento. L’attuale facciata, opera di Domenico Gregorini e Pietro Passalacqua, si può considerare un capolavoro del “barocchetto” romano.
Nell’area a sinistra della chiesa, al numero 7 della piazza, si trova il Museo Storico dei Granatieri di Sardegna.
Al n. 9 il Museo Storico della Fanteria circondato da un grande parco nel quale si trovano i resti del c.d. Tempio di Venere e Cupido.
Al n. 9/A è situato il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.
Lasciata la piazza, si prosegue per via Eleniana, lungo la quale si trovano i resti della cisterna delle terme Eleniane e si sbocca, quindi, in piazza di Porta Maggiore, dominata dalla maestosa mole di Porta Maggiore.
Da qui uscivano la via Praenestina e la via Labicana. Si tratta di un ingresso monumentale alla città realizzato nel 52 d.C. dall’imperatore Claudio, utilizzando le arcate del suo acquedotto che scavalcavano le due strade e che venne trasformato in porta con la costruzione della cinta di Aureliano.
All’esterno della porta si trova il Sepolcro di Eurisace, un monumento tardo-repubblicano, che accoglieva i corpi del fornaio Eurisace e di sua moglie Atistia.